A.T.C. PC 11 - Ferriere


Monitoraggio Sanitario


Documenti del piano di sorveglianza e monitoraggio sanitario

DOC1 , DOC 2 , DOC 3

Cacciatori al servizio della salute pubblica

Il monitoraggio sanitario della selvaggina secondo le disposizioni della Regione Emilia-Romagna vede i cacciatori come principali protagonisti, insieme ai servizi veterinari delle Asl, al Corpo della Polizia provinciale e all'Istituto zooprofilattico di Bologna. I cacciatori bolognesi risultano i più diligenti, a livello regionale, nello svolgimento di questa importante funzione che interessa l'intera cittadinanza.

In questi giorni si stanno svolgendo incontri, organizzati dagli Atc bolognesi, tra gli esperti delle Aziende Sanitarie di Bologna e Imola con alcune figure particolari di cacciatori: rilevatori biometrici, capi squadra, referenti di distretto, responsabili di commissioni tecniche, ecc. Argomento di questi incontri formativi: il monitoraggio sanitario della selvaggina secondo le disposizioni della Regione Emilia-Romagna con specifiche modalità operative.

I cacciatori, nella loro attività venatoria e nelle loro azioni di coadiutori ai piani di controllo faunistico, sono infatti i principali protagonisti del piano regionale di monitoraggio della fauna selvatica, anche per il periodo 2013-2014, insieme ai servizi veterinari delle Asl, al Corpo della Polizia provinciale e all'Istituto zooprofilattico di Bologna.

Le attività previste si propongono di verificare – attraverso le opportune analisi sulle carcasse di animali selvatici – la presenza di malattie trasmissibili all'uomo e riscontrabili in ambito silvestre (D.Lgs n. 191/2006).

Sono numerose le malattie oggetto di sorveglianza sanitaria attraverso queste indagini sui selvatici, alcune più note, altre per fortuna ancora ai più sconosciute:

  • Trichinellosi
  • Peste suina classica
  • Malattia vescicolare del suinov
  • Malattia di Aujeszky
  • West Nile Disease
  • Influenza aviaria
  • Usutu virus
  • Pseudopeste aviare
  • Tubercolosi
  • Brucellosi
  • Influenza suina.

Per ciascuna patologia sono individuati animali indicatori da sottoporre alle indagini di laboratorio che saranno svolte dagli istituti zooprofilattici. E per ciascuna specie sono previste particolari procedure di raccolta e conferimento dei campioni da analizzare, nonché un numero minimo di capi da inviare ai laboratori secondo un preciso calendario di consegne da rispettare nei diversi mesi dell'anno.